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Giacomo Matteotti
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Il socialismo nacque libertario e riformatore. Chi lo abbracciò si identificò con queste sue caratteristiche. Gli uomini che fecero la sua storia a queste di ispirarono. Alcuni si ricordano ancora, come Matteotti e Turati, altri sono come usciti dalla memoria collettiva. Matteotti resta l'esempio più luminoso e tragico del consenso che il socialismo riscuoteva, l'uomo più combattuto da opposti avversari. Il fascismo lo individuò subito come l'ostacolo vero da abbattere. Sapeva che impersonava quello spirito di libertà che era l'anima del riformismo e della fermezza.

Il delitto Matteotti fu l'esempio indimenticabile della guerra aperta contro uomini liberi. Ricordarne le idee, i principi, rivedere e rivivere documenti e immagini, riascoltare o rileggere i suoi discorsi o i suoi scritti, le sue denunce, è oggi non solo attuale, ma necessario. L'indifferenza molte volte accompagnata da una forma di stanchezza morale, un distacco dai problemi, attanaglia molto spesso la nostra generazione, quasi una estraneità da valori etici.

Una rassegna su Matteotti nell'anno in cui si ricorda il 60° dalla liberazione dal nazifascismo, non è solo una operazione culturale, ma un tentativo serio e responsabile, di riportare la nostra gente a comprendere e partecipare alla politica, per meglio correggerla, interpretarla, orientarla all'interesse generale, in memoria di chi, Matteotti primo fra tutti, per questi obiettivi ha dato la vita.

Riccardo Nencini
Presidente del Consiglio
Regionale della Toscana






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