DINO MENGOZZI insegna Storia moderna nell'Università di Urbino, Facoltà di Scienze della Formazione. Ha studiato i fenomeni della sensibilità collettiva diretto da Michel Vovelle all'Université de Paris I, Panthéon-Sorbonne. Ha pubblicato vari saggi in materia e curato con D. Angelini, Una società violenta: morte pubblica e brigantaggio, Lacaita 1996.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DINO MENGOZZI
Sicurezza e criminalità 1796-1861







Franco Angeli Editore
Milano

cod. 541.14

ISBN: 88-464-1568-X



Saggio sui comportamenti irregolari a partire dalle carte criminali, questo libro si sofferma su gesti, violenze sessuali, ostentazione di armi e minacce, presi come rivelatori di conflitti, squilibri negli scambi, sistemi d'autodifesa in cui lo "stupro" può persino entrare a far parte di una strategia familiare. Un certo lassismo morale interessa le relazioni coi marginali, vagabondi e minori, soggetti a ricatti sessuali. La definizione della minaccia e la percezione dell'insicurezza svolgono un ruolo politico, come nella crisi del 1848-49 con la fuga di Pio IX, che segnò il divorzio dalle élites del Governo pontificio. Ma prima ancora, le rivolte popolari del 1796-99 di fronte all'invasione bonapartista, portarono allo scoperto una diversa reattività iscritta negli strati profondi, ricorrendo ai fucili al Nord e al miracoloso al Centrosud.

Lo studio opera quantificazioni e comparazioni fra diversi tipi di violenza (futile, sessuale, professionale) e gradi di tolleranza a comportamenti irregolari. La fisionomia dei reati svela i caratteri di una società "timida" e quasi aliena dall'omicidio in montagna, di contro a zone di pianura, dove la risposta ai disordini più di frequente varcava la soglia dell'uccidere, specie contro i briganti. L'insicurezza toccava il culmine con noto assalto del Passatore a Forlinpopoli. Rivisto su carte inedite, il gesto del brigante mostrava la caduta delle solidarietà sociali e la chiusura comunitaria. Un uomo borghese come Pellegrino Artusi, poi famoso gastronomo, veniva "espulso" e la sua famiglia punita nell'onore. La sorella violentata (vecchio sospetto mai documentato) era relegata in manicomio. La sua cartella clinica, qui riprodotta, fa pensare a un'altra Camille Claudel.




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