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GINO BIANCO giornalista e storico, è autore del saggio
biografico: "Andrea Caffi intellettuale politico
d'avanguardia", Lerici, 1977. Redattore negli anni 60 a Milano
della rivista "Critica Sociale", è poi stato corrispondente
da Londra dell' "Avanti!", del "Giornale Nuovo"
(diretto da Indro Montanelli e da Enzo Bettiza) e inviato speciale del
Giornale radio RAI. Ha pubblicato, tra l'altro, per la Nuova Italia un
libro sui laburisti tra le due guerre ("Tra bolscevismo e
fascismo", 1976) e per Einaudi una raccolta di testi sulla
Rivoluzione industriale inglese ("La tradizione socialista in
Inghilterra", 1970). Ha collaborato, inoltre, con saggi di storia
contemporanea, a "Movimento operaio e socialista", a
"Tempo presente" e alla rivista londinese "Survey".

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GINO BIANCO
Nicola Chiaromonte e il tempo della malafede
Piero Lacaita Editore
Manduria-Roma-Bari 1999, L. 25.000
In copertina: Carlo Levi, Nicola Chiaromonte con Garosci,
olio su tela cm 72,5x92.
Questo è il primo saggio biografico su
Nicola Chiaromonte (1905-1972) che cerchi di dare - sia pure di
scorcio - un' "immagine" della sua vita e del suo
pensiero. Critico e saggista, negli anni giovanili, in settimanali e
riviste come "Solaria"; esule antifascista a Parigi;
attivo nel movimento di Giustizia e Libertà e poi partecipe della
guerra civile spagnola nella squadriglia aerea organizzata da André
Malraux.
Dopo il crollo della Francia, invasa dall'esercito tedesco, approdò
a New York dove collaborò a numerose riviste americane, ma
soprattutto a "Politics" di Dwight Macdonald, nonché,
accanto a Gaetano Salvemini, al settimanale italiano di New York,
"L'Italia libera". Dopo il suo ritorno in Europa e in
Italia, nel 1953 fu critico drammatuco del "Mondo" di
Pannunzio e dell' "Espresso" e poi fu fondatore e
direttore per 13 anni, con Ignazio Silone, della rivista "Tempo
presente".
In tutti i suoi scritti Chiaromonte elabora ed approfondisce le
risposte ai grandi interrogativi morali e politici della nostra
epoca, dall'essenza dei totalitarismi, alla crisi delle ideologie,
al ruolo dell'arte, al problema del sacro. Questo saggio biografico
riesce così a fornire un ritratto intellettuale di un grande
eretico e di un maestro della cultura italiana del 900.
Da qui scaturì il tentativo rosselliano di definire la nuova
proposta in termini di «socialismo federalista liberale»,
ripensando insieme liberalismo e democrazia, socialismo e
federalismo. Una proposta difficile e appena abbozzata, ma
proiettata limpidamente verso il futuro.
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