ARIALDO BANFI, (1913-1997), dirigente azionista nella Resistenza, è stato, nel dopoguerra, esponente della corrente lombardiana del PSI. Avvocato della CGIL milanese ha inoltre proseguito il proprio impegno nell'associazionismo partigiano.

ANDREA RAGUSA
, del Dipartimento di Scienze Storico-Giuridiche, Politiche e Sociali dell'Università di Siena, è autore di saggi sulla storia della cultura italiana e sul rapporto tra intellettuali e politica nel secondo dopoguerra. Per i tipi Lacaita ha curato il volume Riccardo Lombardi. Lettere e documenti (1998); ha pubblicato L'antitaliano. Dell'azionismo o dell'élite di un'altra Italia (2000).

 

 

 

Arialdo Banfi.
 Una vita attraverso la storia




a cura di Andrea Ragusa

Piero Lacaita Editore
Manduria-Roma-Bari 2000, L. 25.000


In copertina: Arialdo Banfi, bozzetto di Renato Guttuso di proprietà dei figli




Con l'immediatezza e la sincerità del ricordo, Arialdo Banfi consegna alla storia in questo lungo memoriale, una vicenda appassionante e ricca di spunti problematici di rilievo.

Il percorso personale di un giovane esponente della borghesia milanese dei primi anni Trenta, si intreccia con quello di una intera generazione, cresciuta nell'ovattata atmosfera che circonda il regime negli anni del massimo consenso, prima di aprirsi ad interrogativi nuovi che lo condurranno a scelte di vita radicali e drammatiche. Sullo sfondo, la storia di una città come Milano, l'acquisizione di alcuni dei tratti che tuttora la caratterizzano come centro commerciale e finanziario.

La partecipazione alla guerra di Resistenza, da Banfi vissuta come dirigente azionista, e la successiva militanza nella sinistra socialista di Riccardo Lombardi, appaiono il naturale proseguimento di quelle scelte, cui si affiancano, nel dopoguerra, l'esercizio della professione forense, anche come avvocato del sindacato milanese, e l'impegno fervido nell'associazionismo partigiano.

Rivelando un sorprendente talento narrativo, sotteso da una tensione etica sempre alta, Banfi trasforma gli eventi straordinari di cui è protagonista in un forte messaggio di moralità civile.

Perché venga raccolto ed arricchito dalle generazioni nuove.



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