PAOLO TREVES nacque a Milano il 27 luglio 1908. Compiuti gli studi alle Università di Torino e di Milano, si laureò in giurisprudenza e in scienze politiche. Collaboratore di Filippo Turati e redattore della "Giustizia" venne arrestato e imprigionato nel 1929 e nel 1935. Nel 1938 fu costretto ad emigrare in Inghilterra, dove continuò la lotta politica attreverso scritti, discorsi e attività radiofonica. Dall'aprile 1945 al marzo 1946 venne inviato dal governo all'Ambasciata di Parigi, dove fu collaboratore di Saragat. Eletto deputato alla Costituente nel collegio di Milano, fu segretario della Commissione dei Trattati internazionali. Rieletto deputato nel 1948 e nel 1953 per la circoscrizione di Milano-Pavia, fu dal 1948 al 1954 uno dei Vice-presidenti della Commissione Affari esteri della Camera e, dal 1949, membro dell'Assemblea consultiva del Consiglio d'Europa. Dal 1954 al 1957 fu Sottosegretario di Stato per il commercio con l'estero. Professore ordinario di storia delle dottrine politiche all'Università di Firenze, pubblicò varie opere scientifiche e politiche e un romanzo. Morì a Roma il 4 agosto 1958.

PAOLO TREVES
Quello che ci ha fatto Mussolini



introduzione di Bruno Trentin

Piero Lacaita Editore
Manduria-Roma-Bari 1996, L. 25.000



In copertina: Carlo Levi, Ritratto di Paolo Treves (1926) olio su tela (collezione privata) privata.

Il saggio di Paolo Treves, scritto nel 1940 per assolvere ad un debito di riconoscenza verso la straordinaria figura del padre, davvero soggetto alla più perfida e ostinata persecuzione, anche attraverso il sequestro dei suoi familiari, può sembrare una testimonianza fuori dal tempo. Almeno in questa Italia così diversa e confusa, dopo cinquant'anni di storia repubblicana e una crescente rimozione della parentesi fascista, anche ad opera di una parte non irrilevante degli stessi cultori di storia.

Si tratta invece di un libro che riacquista, proprio in questi anni (nel corso dei quali troppo spesso la vita democratica del nostro paese rischia di appannarsii, di perdere i suoi più rigorosi connotati e la sua stessa trasparenza), una straordinaria attualità.

(Bruno Trentin)

 

 

 

 

 

 

 



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