|
LA RESISTENZA
Dopo la caduta di Mussolini, il 25
luglio 1943, Pertini riacquistò la
libertà. Dopo uno
scambio
di lettere
con le autorità del governo Badoglio, nell'agosto 1943 giunse
finalmente l'autorizzazione definitiva. Erano trascorsi 14 anni dal
suo arresto.
Tornato in libertà, Pertini divenne uno dei
principali protagonisti del movimento di liberazione nazionale. Tra
coloro che, a Roma, parteciparono alla costituzione del partito
socialista, egli ne divenne il responsabile dell'organizzazione
militare. Dopo l'8 settembre e la fuga dei Savoia, Pertini combatté
assieme ai militari e ai civili in difesa della capitale a Porta San
Paolo. Entrato in clandestinità dopo l'occupazione nazista di parte
della penisola, operò fino al 18 ottobre 1943, allorché, assieme a
Giuseppe Saragat, venne arrestato dai nazifascisti. Tradotto a
Regina Coeli venne duramente interrogato e quindi condannato a
morte, senza tuttavia aver tradito i compagni. Il 24 gennaio 1944,
grazie ad un'azione di partigiani, venne liberato.
Riacquistata
libertà di movimento, Pertini entrò dunque nella giunta militare
centrale del Comitato di Liberazione Nazionale come rappresentante
del PSIUP.
Animatore del secondo Risorgimento,
trasferitosi
nel Nord, riorganizzò il partito socialista dell'Alta
Italia,
divenendone dopo poco segretario, e l'Avanti!
clandestino,
e operò alle attività del CLNAI.
Nel luglio 1944, dopo la liberazione della capitale da parte degli
Alleati e la
svolta di Salerno,
rientrò clandestinamente
a Roma attraversando
le linee. Fu quindi tra
coloro che presero parte alla battaglia per la
Liberazione di Firenze.
Nell'ottobre 1944 tornò nuovamente al Nord. Giunto in Francia in
aereo, attraversò
il monte Bianco
e rientrò in Italia sotto falso
nome
e riassumendo
le funzioni di comando nel PSIUP e nel CLNAI. In questi mesi conobbe una staffetta
partigiana, Carla Voltolina, una delle tante donne
coraggiose
che operavano nella guerra di liberazione. Carla Voltolina sarebbe
poi divenuta sua moglie. Nell'aprile del 1945
fu con Leo Valiani e Luigi Longo tra gli organizzatori dell'insurrezione
di Milano.
Il 25 aprile, proprio mentre il fratello Eugenio,
catturato dai nazifascisti, moriva in un campo di sterminio in
Germania, Pertini, dopo essersi appellato
per radio ai milanesi perché cacciassero il nemico,
tenne un comizio
in piazza del Duomo
a Milano per festeggiare l'avvenuta liberazione della città e del
paese dall'occupazione.
Per il coraggio dimostrato durante tutta la
guerra
di Resistenza,
Pertini ricevette il ringraziamento
ufficiale delle forze alleate nella
persona
del
generale
Heydeman. Inoltre, le nuove istituzioni repubblicane gli
conferirono la
medaglia d'oro al valore e la
croce di guerra.
|