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LA PRESIDENZA
DELLA REPUBBLICA
L'8 luglio 1978, dopo un estenuante scrutinio, Sandro
Pertini
venne
eletto settimo
presidente
della Repubblica. Erano questi gli anni di
piombo e del terrorismo, della crisi economica e della crisi
politico-parlamentare seguita al fallimento dell'esperienza della
solidarietà nazionale successiva al rapimento e delitto Moro.
Al di là del ruolo politico-istituzionale svolto da Pertini
- che
nel corso del suo mandato conferì l'incarico al primo presidente
del Consiglio laico, Giovanni Spadolini, e poi al primo socialista,
Bettino Craxi - da questi anni emerse prepotentemente la sua
personalità e umanità. Molto anziano, Pertini
riuscì a
riaccendere la fiducia degli italiani nelle istituzioni.
La
giornata del presidente fu sempre
aperta all'incontro con
la gente
e soprattutto con le giovani
generazioni
e cercò soprattutto il dialogo con i più deboli.
Nonostante l'età, egli viaggiò in Italia e all'estero rappresentando
lo Stato
in molte circostanze, liete e tragiche.
Fu
in Germania (settembre 1979),
in Algeria (maggio 1980),
in Spagna (maggio 1980),
in Cina (settembre 1980),
in Grecia (novembre 1980), nei
paesi dell'America Latina (maggio 1981),
in Giappone (marzo 1982)
e
negli Stati Uniti. Presenziò alla finale
del campionato del mondo di calcio del 1982, in Spagna, vinta
dall'Italia di Enzo Bearzot. Visitò il contingente di pace
italiano in LIbano. Fu tra
gli operai italiani in Germania e tra gli emigranti del nostro
paese presenti all'estero.
Strinse una particolare amicizia
con re Juan Carlos, che aveva contribuito a riportare la
democrazia in Spagna dopo il franchismo. Anche se non credente,
strinse un rapporto di vicinanza, soprattutto all'indomani
dell'attentato di piazza San Pietro, con Papa
Wojtyla.
Con la sua autorevole
e intransigente denuncia e con la testimonianza della sua
presenza
contribuì ad isolare il terrorismo presso l'opinione pubblica e
presso i lavoratori facendolo percepire come un corpo estraneo, anzi
avverso.
Analogo atteggiamento assunse nei confronti della criminalità
organizzata denunciando "la nefasta attività contro l'umanità"
della Mafia. Negli anni della sua presidenza, Pertini si orientò
ancor più nella lotta per la difesa dei diritti civili e umani a
livello internazionale, ad esempio contro l'Apartheid in
Sudafrica, contro le dittature sudamericane o contro l'intervento
sovietico in Afghanistan.
Grande
comunicatore, Pertini mise in evidenza anche in occasioni
inevitabilmente ufficiali una straordinaria schiettezza e, al tempo
stesso, un respiro consapevole e misurato che conferivano alle sue
parole il carattere del messaggio universale.
Nessun capo di Stato o
uomo politico italiano ha conosciuto all'estero una popolarità
paragonabile, e ciò nelle sedi più diverse. Ricevette lauree honoris
causa nelle più prestigiose università, divenne accademico di
Francia, fu costantemente ricercato dagli organi di informazione
stranieri. Con lui l'immagine dell'Italia nel mondo migliorò.
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